Un film con un ragazzo.

La storia del cinema è attraversata, fin dalle sue origini, dall’esigenza di trovare delle storie già pronte da “tradurre” nel linguaggio fatto di immagini e suoni dello schermo argentato. Già Méliès, (tanto per citare uno che conosco), aveva girato un film a parodiando il racconto di Jules Verne Dalla Terra alla Luna. Oggi, nonostante si continui a dire che la comunicazione iconografica abbia pressoché soppiantato quella scritta, ogni anno ci troviamo con una certa dose di film “tratti da” e il da è sempre un gran libro. Un classico o un best seller, magari già prodotto come film un centinaio di altre volte, cosicché abbiamo sì differenti trasposizioni cinematografiche de I Miserabili, Il Conte di Montecristo, Orgoglio e pregiudizio, Anna Karenina, Il Grande Gatsby, ma registriamo anche il successo assoluto di La versione di Barney o Il miglio verde, che proprio classici non sono. E il bello è che la cosa non è biunivoca. Gran film come le serie di Star Wars o Indiana Jones hanno prodotto altrettante serie di flaccidi romanzetti, cercando di speculare sul successo della pellicola, magari vendendo migliaia di copie ma destinati certamente all’oblio. Su Muninn si scrive di libri che meritano di essere ricordati e quindi non ci sarà mai una recensione sulla serie tratta da Battlestar Galactica. Mi dispiace. A parte alcune pregevoli eccezioni (per esempio la triologia de Il Padrino ha decisamente surclassato l’originale su carta) possiamo sbandierare con tronfia tracotanza la superiorità del libro sul film. Sempre. Per quanto un personaggio, la scenografia, l’aderenza siano curate, vincerà sempre lui. Da un libro possiamo tirare fuori infinite versioni di film, da un film, un libro solo.

Tutte queste elucubrazioni mi tornano in mente ogni volta che vedo un film “tratto da”. Questa volta però mi sono scoperto a dover affrontare il problema diverso. Avevo già visto il film e ora leggevo il libro. “Un ragazzo” (Guanda, pp. 265, euro 11,50), scritto da Nick Hornby, è quel libro. Con impegno e determinazione mi sono sforzato di allontanare la facciona sorridente di Hugh Grant che mi propone albicocche al miele pagina dopo pagina, cercando di farmi un’idea personale e intima di come dov’esse essere Will, uno dei protagonisti. Non cel’ho fatta. È semplicemente uguale, onore a Hugh Grant ma a lui come persona non come attore. Non deve essersi sforzato più di tanto, lui deve essere così nella vita reale.

Perché leggere il libro se ho già visto il film? Non mi annoierò? La risposta è no, se il libro è scritto bene. E questo è il nostro caso. Se volete far riposare i vostri neuroni senza che si atrofizzino, “Un ragazzo” è la scelta giusta. Il suo autore, appassionato di musica pop, scrive niente di più che un libro pop, che se anche non lo leggi prima o poi ne senti parlare, guardi il film o ti riempi la bocca con le sue citazioni. Anche se non vuoi ti ritrovi a canticchiare il ritornello. Una prosa semplice, onesta verrebbe da dire e un leggero umorismo (e non c’è bisogno di dire “dolceamaro” come sul retro di copertina, perché l’umorismo è agrodolce per definizione, studiate! Leggete Pirandello! Capre!).

Lasciate che le persone ritratte in queste pagine vi conquistino, create un rapporto, come fa Will con il ragazzino, è così che funziona, una pagina alla volta vi sentirete anche voi un pezzo di qualcosa di più grande. Loro fanno cose normali, più o meno come voi, certo forse senza quella patina anni ’90 che sa di Kurt Cobain e britannicità, più o meno. Chiunque è stato un dodicenne, e alcuni di voi saranno stati tra i dodicenni più vecchi del mondo, come Marcus, obbligato dalla madre a non mangiare le bistecche e a non ascoltare Snoop Dog, tanto che lui sa che ci sono ma non CHE COSA sono. Non tutti, ma forse alcuni, si ricordano di quando andavano alle medie e i tuoi compagni ascoltavano i Sum 41 e tu gli U2, avevano le air max e tu dei sandali di cuoio. Anche se Will non fa un lavoro normale, anzi non lavora proprio, si comporta in modo abbastanza plausibile, si fa un sacco di canne e guarda la televisione tutto il giorno, anche io farei così.

Si, forse questo è un libro che potete leggere senza che vi prendano in giro, potete leggerlo in inglese, perché è molto semplice e gli originali si trovano ovunque. Potete leggerlo senza scottarvi troppo, senza finire in lacrime dopo l’ultima pagina, senza scoppiare a ridere dopo una battuta fulminante, ma non per questo non senza leggerlo fino in fondo. Perché è un libro bello da leggere, non è una cena al ristorante ma una buona focaccia appena sfornata. Hornby è un buon scrittore di cose belle, è una cosa buona. Io l’ho letto in una sera, si può leggere quando siete tristi, quando siete felici o quando siete medi. È un libro che si può leggere sempre e per questo verrà letto sempre. Prima che girino un nuovo film.

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18 commenti

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18 risposte a “Un film con un ragazzo.

  1. Ho avuto la fortuna di leggere prima il libro, conoscendo Nick Hornby dai tempi di Febbre a 90°; devo dire che la scelta di Grant mi lasciò insoddisfatto, come capita sempre o quasi quando leggendo un libro ti costruisci la tua personale fisionomia dei protagonisti: io ci avrei visto molto meglio Robert Carlyle… 🙂

    • Che non conoscevo fino ad ora. 🙂 Ho scoperto che l’unico film da lui interpretato e da me visto è Trainspotting, dove fa quel cattivone di Begbie. Devo dire che avrebbe dato tutt’unaltro tono al film! Non so quanto io sia stato condizionato dal film ma ad esempio ho avuto meno problemi con Marcus e Fiona…riconfermo Grant, almeno per la scena della cena di Natale. Devi ammettere che è molto bravo a imbarazzarsi…

      • Beh, si… diciamo che Grant mi sembrava troppo ‘pulitino’, troppo bravo ragazzo… il protagonista del libro è un paravento approfittatore che non si fa scrupolo a spacciare come suo il figlio di un’altra pur di rimorchiare… 🙂

      • Però noi sappiamo la verità perché ce la dice Hornby, che ci fa leggere i suoi pensieri…eh! Proprio perché fuori è pulito, dentro è più marcio.

  2. Non esageriamo, il libro da cui viene tratto un film non è SEMPRE un gran libro 😛

  3. Tu non sei obiettivo su Hugh Grant comunque, basta pensare che adori Notting Hill!

  4. Comunque mi è piaciuto molto il post, mi presteresti questo libro? 🙂 Così posso conoscere Will prima di vederlo interpretato da Hugh Grant. La parte su Sum41-U2 però mi sfugge.. (e anche l’esaltazione del disoccupato che si fa le canne XD)

    • E’ autobiografica! Scusa, se tu dovessi passare tutto il giorno senza fare niente, a parte leggere e guardare la tivu, dopo un po’ passeresti alla marijuana, no? Comunque te lo presto se vuoi. Te lo porto quando ci vediamo.

  5. Finalmente ho letto questa recensione! =D Credo di essere stato il primo tra noi due a leggere un libro di Hornby… anche se è per merito tuo se l’ho letto! Mi piace un sacco l’autore a mi fido davvero molto delle sue idee e del suo modo di scrivere (tant’è che aspetto con ansia una consegna di altri due suoi libri!). Ti ho già detto che ti suggerirei come suo successore e lo riconfermo!! Lo leggerò volentieri quando sarà libera la tua copia! (Lucy spero tu faccia presto!! =P ) Mentre mi dedico ad altre letture forse un po’ più impegnative ho già il desiderio di leggere un altro libro di Hornby… Magari proprio “Un ragazzo”… Anche se non ho visto il film, non penso fumerò mai e credo anche di non aver mai avuto dodici anni…

  6. Penso di essere una delle poche persone al mondo a non amare Hornby! Ad essere sincera ho letto esclusivamente “Non buttiamoci giù” e mi è bastato; ora sono titubante sulla scelta: vado a vedere il film o mi faccio bellamente i fatti miei?

    • C’è il mio amico Rob che invece ne va pazzo! 🙂 capita…io sono una delle poche persone al mondo a non amare Umberto Eco! Io ho letto solo questo e mi è piaciuto, molto più del film…magari per te funziona al contrario! 😉

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